CENTRO REGIONALE DI RIFERIMENTO PER LA PREVENZIONE , LA DIAGNOSI E LA TERAPIA DELLE MALATTIE ALLERGICHE

 


 


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Il termine allergia deriva dal greco e significa letteralmente “reazione alterata”.
L’allergia è una risposta inappropriata e dannosa dei meccanismi di difesa dell’organismo verso sostanze altrimenti innocue per i soggetti non allergici.
Il sistema immunitario dell’allergico va incontro ad una reazione anomala ed esagerata quando entra in contatto con queste sostanze, i cosiddetti allergeni, presenti nell’ambiente in cui viviamo (pollini, acari, muffe, epiteli di animali, veleno d’insetti, nichel, ecc.) o che introduciamo con gli alimenti ed i farmaci.
L’allergia si manifesta con una grande varietà di sintomi, dagli starnuti alla lacrimazione, dalla rinorrea alla tosse, dal gonfiore delle labbra alla crisi asmatica, dall’orticaria all’angioedema, dall’eczema al prurito, dal vomito alla diarrea fino a sintomi di estrema gravità quali lo shock anafilattico e l’edema della glottide.

In presenza di disturbi di sospetta natura allergica è opportuno sottoporsi ad una visita allergologica ed agli eventuali test che lo specialista allergologo riterrà opportuni per individuare con maggiore chiarezza le cause del disturbo, ai fini di un approccio terapeutico che non sia limitato all’assunzione di farmaci sintomatici, ma esteso alla prevenzione ed alla terapia di fondo dell’allergia.

Non curare o sottovalutare l’allergia può portare a patologie più gravi e invalidanti; per esempio, non curare una rinite può favorire nel tempo l’insorgenza di sinusite cronica o di asma.

Nel caso delle allergie respiratorie da allergeni "naturali" presenti nell’aria, come pollini ed acari, accanto alle terapie farmacologiche, il cui obiettivo è il controllo dei sintomi, è possibile intervenire sul sistema immunitario dell’organismo grazie all’immunoterapia specifica, meglio nota come vaccino desensibilizzante. Tale approccio terapeutico, qualora non sia controindicato, è l’unico mezzo che permette di modificare la storia naturale della malattia e di limitare o anche di evitare il ricorso ai farmaci.

 

DIAGNOSTICA ALLERGOLOGICA

L’anamnesi, cioè la raccolta e l’interpretazione da parte del medico dei dati emersi dal colloquio con il paziente, costituisce la premessa essenziale per la diagnosi di allergia.

Sulla base dei sintomi descritti dal paziente si praticano gli eventuali test per individuare la sostanza che il sistema immunitario considera "nociva" (allergene).

Esistono test allergologici in vivo ed in vitro. I test in vivo comprendono i test cutanei, i test di eliminazione, i test di tolleranza ed i test di provocazione; quelli in vitro il dosaggio delle IgE specifiche, la ricerca di anticorpi precipitanti, il dosaggio dell’ECP.

Ogni singolo caso necessita comunque dell’individuazione dei test diagnostici più opportuni.

Infatti, non esiste una prova diagnostica specifica e valida per tutte le forme di allergia.

La scelta del tipo di indagine viene effettuata dallo specialista allergologo in base alle manifestazioni cliniche del paziente, al tipo di reazione che si presume possa esserne la causa, alle presunte modalità di sensibilizzazione (da contatto, da inalazione, ecc.) ed alla natura dell’allergene.

I test allergologici più conosciuti e più frequentemente utilizzati sono:

 

I TEST CUTANEI

Lo Skin Prick Test consiste nell’applicare una goccia di estratto allergenico sulla cute dell’avambraccio facendola penetrare negli strati superficiali della pelle tramite la punta di una minuscola lancetta sterile.

Per le allergie alimentari talvolta può essere utile eseguire i test cutanei anche con alcuni alimenti freschi, utilizzando la metodica del prick by prick (si inserisce prima la lancetta nell’alimento da testare e poi si procede con la normale tecnica dello skin prick test).

Le reazioni si manifestano entro 15-20 minuti dall’esecuzione del test e sono caratterizzate dalla comparsa di un ponfo (simile ad una puntura di zanzara).

Lo skin prick test può essere effettuato in qualsiasi periodo dell’anno ed a qualsiasi età, uniche controindicazioni sono la presenza di lesioni cutanee nella zona del test e la terapia antiistaminica in atto.

Il Patch Test viene invece utilizzato nella diagnosi delle dermatiti allergiche da contatto e talora può essere d'aiuto nella diagnostica delle allergie a farmaci e della dermatite atopica.

Il patch test viene generalmente eseguito per una serie preordinata di 30 sostanze (apteni), quelle più comunemente responsabili di dermatiti allergiche da contatto (serie GIRDCA), da applicare sulla cute del dorso con dei cerotti.

Oltre agli apteni della serie GIRDCA è possibile testare molte altre sostanze che vengono scelte in base alla storia clinica ed all'eventuale esposizione lavorativa (casalinghi, cosmetici, palpebrali, dentisti, metalmeccanici, parrucchieri, ecc.).

I risultati del patch test compaiono dopo 24-48 ore e spesso anche oltre i due giorni. Se dopo 72 ore si è formata una lesione arrossata, edematosa e pruriginosa, eventualmente con delle piccole vescicole, il risultato è positivo.

Il patch test non si applica durante l’estate in quanto l’eccessiva sudorazione pregiudicherebbe la tenuta dei cerotti e l’attendibilità dei risultati. Ulteriori controindicazioni sono la presenza di lesioni cutanee nella zona del test e le terapie in atto con antiistaminici e soprattutto cortisonici.

 

I TEST DI ELIMINAZIONE

Sono utilizzati soprattutto nelle allergie e nelle intolleranze alimentari.

Le diete di eliminazione oligoallergeniche sono costituite da alimenti che raramente danno luogo a sensibilizzazione di tipo allergico. I pazienti seguono queste diete nei casi in cui si sospetti un’allergia alimentare, ma non sia possibile identificare con precisione il singolo allergene.

Le diete oligoallergeniche possono essere mirate (se si eliminano gli alimenti maggiormente sospettati), o elementari (se non c’è un sospetto ben preciso).

Le diete oligoallergiche vanno seguite per un periodo di tempo relativamente breve (2-3 settimane) e sotto stretto controllo dello specialista allergologo che provvederà ad eventuali modifiche e/o alla successiva reintroduzione (test di provocazione/tolleranza).

I test di eliminazione, sempre sotto stretto controllo dello specialista allergologo, possono essere utili anche nei casi di sospetta allergia ad additivi alimentari (dieta senza additivi),  nel caso di sospetta allergia a farmaci (sospendendo l’utilizzo del medicinale) e nel caso di allergie respiratorie (allontanandosi dal posto di lavoro, dal contatto con animali domestici, ecc.)

 

Test di Provocazione

Nel test di provocazione viene utilizzato il contatto diretto tra gli allergeni e le mucose del soggetto per scatenare una reazione controllata e poterne quindi valutare la sensibilità.

Per le allergie respiratorie, gli allergeni opportunamente diluiti vengono applicati a livello congiuntivale, nasale o bronchiale individuando la concentrazione a cui si ha la reazione. Test di provocazione/tolleranza vengono anche utilizzati nella diagnostica dell’allergia ad alimenti e ad additivi alimentari e delle reazioni avverse a farmaci. Per i possibili rischi vengono eseguiti solo da personale specializzato ed in ambiente ospedaliero.

 

I TEST IN VITRO

Gli esami di laboratorio più frequentemente impiegati nella diagnostica allergologica sono il PRIST ed il RAST.

La concentrazione nel sangue delle IgE totali (PRIST) varia, nei soggetti adulti non atopici, da 10 a 200 kU/1.

Va sottolineato che un riscontro di valori normali non esclude la diagnosi di allergia. Le IgE totali, inoltre, aumentano in altre condizioni patologiche (come le parassitosi intestinali) e fisiologiche (come nei fumatori).

Oggi, pertanto, si ritiene che la determinazione delle IgE totali rivesta scarso significato clinico nelle allergopatie, mentre molto più utile risulta la ricerca delle IgE specifiche (RAST).

Il RAST viene utilizzato solo in situazioni particolari come nel caso di assunzione di antistaminici da parte del paziente o di lesioni cutanee alle braccia che impediscano l’esecuzione dello skin prick test.

Il RAST viene poi utilizzato come ulteriore approfondimento nel caso di prove cutanee negative in presenza di una storia clinica suggestiva di allergia o nel caso di scarsa correlazione tra la storia clinica e le positività cutanee, soprattutto in previsione di un’eventuale immunoterapia specifica. Infine può essere usato nei casi in cui è utile un'ulteriore conferma ai test cutanei (veleno di imenotteri, penicilline, lattice, ecc.).

 

Le informazioni diffuse dal sito sono destinate ad incoraggiare, e non a sostituire, le relazioni esistenti tra medico e paziente

Tutte le informazioni sulle malattie allergiche sono contenute in quest'area del sito.

I tasti del menù in alto servono per consultare le sezioni dedicate ai vari tipi di allergia.

 

Sul numero di marzo 2002 della rivista l'Ospedale e la città edito dall'Azienda Ospedaliera di Verona è stato pubblicato un nostro articolo intitolato Tutto quello che avreste voluto sapere sulle allergie.

Cliccando sull'immagine a sinistra si aprirà il file in formato stampabile PDF.

Buona lettura

Pagina aggiornata il 28/06/2009

 

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