CENTRO REGIONALE DI RIFERIMENTO PER LA PREVENZIONE , LA DIAGNOSI E LA TERAPIA DELLE MALATTIE ALLERGICHE

 


 


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| Pollini  | Calendario dei pollini | Pollini e alimenti | Graminacee  | Urticacee  | Composite  | Oleacee  | Betullacee  Corylacee  | Cupressacee  | Consigli Utili |

I Pollini

I pollini presenti nell’atmosfera rappresentano i semi maschili delle piante, liberati nell’aria durante la stagione di fioritura, quando le condizioni meteorologiche sono idonee, per garantire la riproduzione.

Non tutte le piante liberano polline in grado di indurre manifestazioni allergiche. Il polline, per determinare quadri clinici allergici, deve avere alcune caratteristiche:

  • Appartenere a piante anemofile

  • Contenere componenti allergeniche che stimolano il sistema immunitario del soggetto geneticamente predisposto a produrre anticorpi specifici IgE.

  • Essere prodotto in grande quantità da piante assai diffuse sul territorio ed essere piccolo e leggero per essere trasportato dal vento a grande distanza

 

Le piante anemofile producono grandi quantità di granuli pollinici, invisibili ad occhio nudo che vengono trasportati dal vento anche a distanze considerevoli; solo una piccolissima quantità di pollini andrà a fecondare il seme femminile della stessa specie mentre la massima parte va dispersa andando a depositarsi su varie superfici comprese mucose congiuntivali e delle vie aeree dei soggetti allergici. Si parla di impollinazione anemofila. Questa modalità di propagazione dei pollini spiega perché i soggetti possono presentare reazioni allergiche al polline di piante che non crescono nelle immediate vicinanze. La maggior parte delle piante con importanza allergologica appartengono a questo gruppo.

Le piante entomofile liberano piccole quantità di pollini, generalmente grossi e pesanti che vengono trasportati dagli insetti su un altro fiore della stessa specie. Questi fiori sono di solito colorati e odorosi per attirare gli insetti. Si parla di impollinazione entomofila. Questi pollini sono presenti in bassa concentrazione nell’atmosfera e rivestono quindi scarsa importanza allergologica. Tuttavia possono essere responsabili di allergia in soggetti frequentemente esposti a tali piante come per esempio giardinieri e fioristi.

 

I pollini hanno dimensioni che variano a seconda della specie da un minimo di 5 micron ad un massimo di 200 micron. Il granulo pollinico è costituito da:

  • un rivestimento esterno (esina) che presenta caratteristiche diverse nelle varie specie vegetali.

  • uno strato interno (intina) che contiene numerose proteine o glicoproteine allergizzanti che vengono liberate a livello delle mucose (congiuntive, vie aeree) causando le manifestazioni allergiche.

 

Il periodo in cui avviene l’impollinazione è diverso per le varie specie vegetali. Le diverse condizioni meteoclimatiche delle varie regioni italiane portano ad una differente distribuzione delle famiglie botaniche sul territorio e a variazioni nel loro periodo di fioritura.

Ogni specie ha il suo proprio periodo di fioritura, ma ogni anno le condizioni atmosferiche influenzano l’inizio della stagione pollinica e la concentrazione dei pollini nell’aria:

  • l’aria secca e calda facilita la pollinazione e favorisce come il vento la dispersione dei pollini.

  • l’eccessiva umidità tende a ritardare la pollinazione e la pioggia fa cadere i pollini al suolo.

  • un periodo di pioggia eccessiva prima della stagione pollinica favorisce la crescita delle piante e quindi una maggiore produzione di pollini. Ma se la pioggia è seguita da abbondante soleggiamento con evaporazione rapida dell’acqua la pianta produrrà polline scarsamente vitale.

Calendari Pollinici

L’utilizzo di campionatori volumetrici per la cattura dei pollini, installati sulle terrazze di edifici, consente:

  • L’identificazione dei pollini allergenici presenti in atmosfera nei vari periodi dell'anno in una determinata zona

  • La quantificazione delle concentrazioni di pollini per metri cubi d’aria

  • L’elaborazione di calendari pollinici delle varie zone esaminate

 

Inoltre, grazie a questi studi di aerobiologia è stato possibile rilevare la comparsa di nuovi pollini liberati da piante esotiche introdotte sul nostro territorio a scopo di rimboschimento od ornamentale (es. betulla, cryptomeria japonica) o da piante i cui semi sono giunti in Italia come inquinanti di sementi agricole importate da altri continenti (es. ambrosia).

 

La consultazione dei calendari pollinici è di aiuto sia al medico che al paziente per un corretta gestione della malattia allergica:

  • aiuta il medico nella diagnosi in quanto permette di correlare la storia clinica riferita dal paziente con le positività evidenziate dai test allergologici, in particolare nel caso di soggetti con positività multiple (polisensibilizzati)

  • permette di aggiustare correttamente la terapia farmacologica durante la stagione pollinica, fornisce indicazioni per iniziare la terapia farmacologica preventiva, per condurre l'immunoterapia specifica (I.T.S.), per programmare vacanze o viaggi in zone e in periodi con bassa concentrazione del polline cui un soggetto è allergico.

 

Esiste una rete nazionale di monitoraggio aerobiologico dei pollini costituita dall’Associazione Italiana di Aerobiologia (A.I.A.) che si articola in:

  • centri di monitoraggio

  • stazioni di campionamento (aderiscono 78 centri distribuiti su tutto il territorio italiano)

  • nodi regionali e nazionali

 

Tali attività di monitoraggio vengono condotte tutto l’anno per i pollini di maggior interesse allergologico (tradizionali ed emergenti) con elaborazione di calendari pollinici che danno informazioni sulla concentrazione dei pollini nelle varie zone (NORD          CENTRO         SUD).

Per ricevere informazioni più dettagliate sui pollini presenti in atmosfera nelle varie zone del territorio italiano si può anche visitare il sito dell'Associazione Italiana di Aerobiologia (A.I.A.) oppure chiamare il numero verde 80013802 attivato dall’A.I.A. 24 ore su 24 ore da marzo ad ottobre.

Per conoscere la situazione dei pollini nelle varie province della Regione Veneto si può visitare il sito POLLINI IN VENETO oppure chiamare il numero 049.9925409 recentemente attivato dall'A.R.P.A. Veneto.

Per conoscere la situazione dei pollini nelle varie aree del mondo è possibile visitare i siti (in lingua inglese) delle organizzazioni che si occupano di monitoraggio pollinico:

ITALIA: Rete Italiana di Monitoraggio Aeroallergeni

EUROPA: Informazioni Pollini Europa

INGHILTERRA: Pollini Regno Unito

FINLANDIA: Rete Finlandese Pollini

FRANCIA: Rete Francese di Monitoraggio Aerobiologico

OLANDA: Servizio Informazioni Polline dell'Università di Leiden

SPAGNA: Rete Spagnola di Aerobiologia

U.S.A.: Ufficio Nazionale Allergia

CANADA: Laboratori di Ricerca Aerobilogica Canadesi

 

Organizzazioni ed Istituzioni:

Aerobiology International

Alliance for Aerobiological Research

American Academy of Allergy, Asthma, and Immunology

American Association for Aerosol Research

American College of Allergy, Asthma, and Immunology

Associazione Italiana di Aerobiologia

British Aerobiology Federation

Dispersal of Insects and Other Biotic Agents

Finnish Aerobiology Unit

International Association of Aerobiology

National Institutes of Health - Airborne Allergens

Pennsylvania State University, Dept. of Aerobiological Engineering

Sociedad Española de Alergía e Inmunología Clínica, Comité de Aerobiología

University of Arizona, Asthma and Allergy in the Southwestern United States

 

Pollinosi e Allergia Alimentare

Circa il 25 % dei soggetti affetti da pollinosi presentano manifestazioni cliniche di allergia alimentare a frutta e verdura. Questo problema è più frequente nei pazienti allergici a più tipi di pollini (polisensibilizzati). La pollinosi precede quasi sempre la comparsa dell’allergia alimentare.

Il paziente può accusare:

  • La sindrome orale allergica: caratterizzata da sintomi orali immediati nei punti di contatto con l’alimento (prurito, bruciore al palato, alla lingua, alle labbra con eventuale gonfiore della mucosa orolabiale, senso di costrizione al faringe, disturbi della deglutizione).

  • Quadri clinici o sintomi extra-orali dopo 15-60 minuti dall’assunzione dell’alimento (sintomi gastrointestinali, orticaria/angioedema, edema laringeo, rinite, asma, congiuntivite e shock anafilattico).

 

Pollini con allergeni in comune (cross-reattivi) con alimenti

  • Betulla, ontano, nocciolo, carpini: mela, pera, pesca, albicocca, prugna, ciliegia, nocciola, noce, mandorla, nespola, arachide, lampone, fragola, kiwi, sedano, finocchio, carota, prezzemolo.

  • Graminacee: frumento, melone, anguria, pomodoro, arachide, pesca, ciliegia, albicocca, prugna, mandorla, kiwi, agrumi.

  • Artemisia, ambrosia: lattuga, cicoria, tarassaco, camomilla, olio di girasole, margarina, banana, castagna, sedano, finocchio, carota, prezzemolo, pepe verde, miele.

  • Parietaria: basilico, ortica, melone, ciliegia, more di gelso, pisello.

 

Graminacee

Rappresentano la principale famiglia botanica diffusa in ambienti erbacei come pascoli, prati, terreni coltivati ed incolti. Sono presenti a varie latitudini, adattandosi a condizioni climatiche disparate; crescono dal livello del mare fino alla fascia alpina. Molte specie sono spontanee (erbe infestanti) mentre altre vengono coltivate per l’alimentazione umana o degli animali. L’emissione dei pollini avviene da aprile a ottobre con concentrazioni nell’aria più elevate tra aprile e giugno. Le graminacee spontanee liberano grandi quantità di pollini in atmosfera a differenza delle specie coltivate. Il periodo di impollinazione delle graminacee inizia più tardivamente nelle zone montane e nei paesi del Nord-Europa. L’alternarsi di periodi di pioggia con periodi di sole possono causare ripetute fioriture che determinano un prolungamento della stagione di impollinazione con conseguente andamento protratto della sintomatologia allergica.

 

Principali graminacee spontanee e loro periodo di pollinazione

Caprinella (Agropyron repens) da maggio a settembre

Paleo odoroso (Anthoxanthum odoratum) da marzo a luglio

Erba canina (Cynodon dactylon) da giugno ad ottobre (vedi foto)

Erba mazzolina (Dactylis glomerata) da maggio a settembre (vedi foto)

Paleo dei prati (Festuca arundinacea) da aprile a luglio (vedi foto)

Bambagiona (Holcus lanata) da giugno ad agosto

Logliarella (Lolium perenne) da maggio ad agosto (vedi foto)

Coda di topo (Phleum pratense) da maggio a luglio (vedi foto)

Gramigna dei prati (Poa pratensis) da aprile ad agosto (vedi foto)

 

Principali graminacee coltivate (cereali) e loro periodo di pollinazione

Avena (Avena sativa) da maggio ad agosto

Orzo (Hordeum vulgare) da aprile ad agosto

Segale (Secale cereale) da giugno a luglio (vedi foto)

Grano (Triticum aestivum) da maggio a giugno

Mais (Zea mays) da luglio a settembre

Urticacee

Di questa famiglia il genere Parietaria (P.) riveste maggiore importanza allergologica. È un’erba infestante che cresce soprattutto sui muri, nelle fessure delle rocce (da cui il nome "erba muraria o muraiola"), nei terreni secchi ed incolti. È diffusa dalla pianura fino a 900-1000 metri di altitudine. In Italia le specie più frequenti sono:

  • P. judaica: presente in tutta Italia ma in particolare nelle regioni centro-meridionali, nelle isole ed in Liguria.

  • P. officinalis: presente nelle aree collinari in particolare in Italia settentrionale.

  • P. mauritanica: presente solo in Sardegna ed in Sicilia.

Vedi FOTO 1 e FOTO 2.

La fioritura, con alcune differenze tra Nord, Centro e Sud Italia avviene da Febbraio a Novembre: nell’Italia settentrionale i picchi di impollinazione vengono registrati in maggio-giugno e nel periodo fine agosto – settembre, mentre andando verso il centro e il sud i periodi di pollinazione si fanno sempre più lunghi tanto che nell’Italia meridionale ed insulare la fioritura è quasi perenne.

I soggetti con allergia alla parietaria presentano spesso una positività isolata per questo allergene (monosensibilizzazione).

Le piccole dimensioni del granulo pollinico (14-18micron) favoriscono la sua penetrazione nelle basse vie aeree e la presenza di apparati filiformi nello strato esterno del polline permette al polline di funzionare da supporto a inquinanti atmosferici (esempio metalli pesanti quale il piombo) che vengono veicolati nelle vie respiratorie, causando infiammazione e fenomeni irritativi di lunga durata (con conseguente labilità, iperreattività bronchiale) .

Composite o Asteracee

Di questa famiglia hanno importanza allergologica i generi Artemisia ed Ambrosia ad impollinazine anemofila.

L'Artemisia o Assenzio selvatico (vedi foto) cresce ai margini delle strade, lungo le ferrovie, nei prati in tutta l'Italia e in Europa. Durante la fioritura, nei mesi di settembre-ottobre, libera grandi quantità di pollini che però, a causa del loro peso, risultano difficilmente aerodispersi.

L'Ambrosia (vedi foto) è un'erba infestante importata accidentalmente in Italia dagli Stati Uniti negli ultimi decenni. I semi di ambrosia sono giunti in Italia anche come inquinanti di sementi di cereali e ciò spiega perché i primi casi di pollinosi da ambrosia sono stati registrati in particolare in Lombardia, nelle vicinanze di aeroporti e ai margini delle autostrade. La diffusione dell'ambrosia è in costante incremento, attualmente è diffusa non solo in Lombardia e Piemonte ma anche nel Veneto e nel Friuli. La fioritura è tra agosto e settembre (periodo tardo estivo-autunnale). Il polline di ambrosia ha dimensione tra 15-24 micron metri ed è un allergene molto potente.

Oleacee (Olivo, Frassino, Ligustro)

L’Olivo è diffuso in tutta l’area Mediterranea. Può essere spontaneo o coltivato, cresce in luoghi rocciosi e secchi fino ad altezze di 600-700 metri (vedi foto).

Le concentrazioni polliniche atmosferiche possono variare da 100-200 granuli per metri cubi d’aria a 2000-3000 granuli nelle zone con coltivazioni molto intensive (esempio in Puglia) però, per fortuna, il periodo di pollinazione dura in genere non oltre i trenta giorni (maggio-giugno), sovrapponendosi al periodo di fioritura delle Graminacee. L’alternanza annuale della quantità di pollini (ad un’annata con elevate concentrazioni polliniche segue spesso un’annata con concentrazioni molto ridotte) spiega le variazioni da un anno all’altro del quadro clinico della pollinosi da olivo.

Un soggetto allergico all’olivo può presentare sintomi anche quando inala allergeni liberati da pollini di specie che appartengono alla famiglia delle Oleacee come il Frassino (vedi foto) e il Ligustro (vedi foto) il cui periodo di fioritura va da aprile a giugno.

Betullacee (Betulla, Ontano)

La betulla (vedi foto) è diffusa in tutta Europa, in particolare nei paesi scandinavi ove questa pianta è al primo posto tra le cause di pollinosi. In Italia la betulla si ritrova nei boschi delle Alpi e degli Appennini da 900 a 1800 metri di altitudine. Negli ultimi anni questo albero è sempre più utilizzato come pianta ornamentale nei giardini di nuovi insediamenti urbani di numerose città italiane, soprattutto nell’Italia settentrionale. Per questo motivo ed a causa del notevole potere allergenico del polline di betulla, la pollinosi da betulla rara in passato in Italia è attualmente in progressivo aumento. Le betulacee hanno una pollinazione precoce (marzo–maggio) causando una pollinosi invernale o pre-primaverile (vedi foto).

 Concentrazioni di 80 granuli pollinici per metri cubi d’aria sono in grado di scatenare la comparsa dei sintomi nella quasi totalità dei soggetti mentre una concentrazione di 30 granuli per m3 determina il mantenimento della sintomatologia nel corso della stagione di pollinazione in quanto le mucose del soggetto sono già sede di infiammazione (mucose iperreattive). Il soggetto allergico alla betulla accusa frequentemente, oltre alla rinite e congiuntivite, sintomi a livello della mucosa orale (Sindrome orale allergica) allorché ingerisce taluni alimenti come mela, kiwi, pera, ciliegia, carota, cioè frutta e verdura che possiedono allergeni comuni (cross-reattivi) tra pollini e alimenti vegetali.

 

Gli Ontani  sono alberi diffusi dalle pianure fino a 1200-1600 m di altitudine. L’Ontano nero (vedi foto), il più comune, si ritrova spesso lungo i corsi d’acqua, in particolare nelle zone appenniniche e prealpine. L’Ontano bianco è diffuso in particolare nelle regioni settentrionali. Durante il periodo di pollinazione, in genere in febbraio-aprile talvolta anche più precocemente dicembre-gennaio, l’Ontano libera enorme quantità di pollini ma con potere allergenico inferiore a quello dei pollini di betulla.

Corylacee (Nocciolo e Carpino)

Il Nocciolo (vedi foto) è presente in tutta Europa, può crescere spontaneamente od essere coltivato per la produzione del suo frutto (nocciola) . Produce grandi quantità di pollini durante i mesi invernali da gennaio a marzo (vedi foto). I sintomi dell’allergia a nocciolo tendono spesso a perdurare nel tempo a causa della reazione crociata con i pollini di Ontano e Betulla, piante con la stessa distribuzione geografica e la cui fioritura va fino a maggio. I soggetti allergici al polline di nocciolo possono presentare manifestazioni allergiche (orticaria-angioedema) in seguito ad ingestione di nocciole (vedi cross-reattività).

I Carpini, Carpino bianco (vedi foto) e Carpino nero (vedi foto), sono presenti principalmente nelle regioni centro-settentrionali, sui rilievi delle Prealpi e dell’Appennino. Liberano durante la fioritura notevoli quantità di pollini da marzo a maggio

Cupressacee/Taxodiaceae

Della famiglia delle Cupressaceae fanno parte il Cipresso comune (vedi foto), il Cipresso dell’Arizona, la Tuja (vedi foto) e il Ginepro (vedi foto) che si ritrova in tutte le regioni, dal livello del mare ad oltre 3000 metri.

Negli ultimi anni i soggetti che soffrono di pollinosi invernale da Cipresso sono in aumento, in particolare in Toscana, Puglia, Liguria, Umbria, Lazio e Campania ove è aumentata la coltivazione del Cipresso a scopi ornamentali o di rimboschimento.

Il periodo di pollinazione del Cipresso comune (Cupressus sempervirens) (vedi foto) va in genere da febbraio a fine marzo con possibili anticipi a gennaio o continuazioni fino ad aprile con concentrazioni polliniche che possono raggiungere valori elevati di oltre mille granuli per metro cubo di aria, mentre il Cipresso dell’Arizona (importato di recente dall’America e utilizzata il più delle volte per allestire delle siepi) inizia a fiorire anche a dicembre in concomitanza con il Nocciolo.

I soggetti allergici al Cipresso presentano, in genere, sintomi anche se inalano pollini di Tuja (pianta ornamentale con fioritura tra marzo e aprile) o di Ginepro (fioritura tra febbraio e maggio).

La Criptomeria o Cedro del giappone (vedi foto), pur non appartenendo alla famiglia delle Cupressacee ma a quella delle Taxodiaceae, produce pollini con allergeni che possono indurre l’insorgenza di manifestazioni cliniche nei soggetti con allergia al cipresso. La Criptomeria è stata importata dal Giappone in Europa, a metà del secolo scorso ed è ora diffusa in Italia nelle regioni centro-settentrionali, come pianta ornamentale nei giardini e nelle regioni meridionali ove è utilizzata per il rimboschimento. Libera grandi quantità di pollini tra febbraio ed aprile.

Consigli utili per il paziente allergico a pollini

  • Consultare i calendari pollinici per sapere il periodo di fioritura della pianta a cui si è allergici e per potere iniziare una profilassi-terapia farmacologica che andrà prolungata durante tutto il periodo di pollinazione.

  • Evitare passeggiate nei prati, in zone ove l’erba è stata tagliata di fresco e gite all’aperto specialmente nei giorni di sole con vento e tempo secco, durante i periodi di massima impollinazione della pianta a cui si è allergici

  • Evitare attività sportiva in campi o in prossimità di aree verdi

  • Evitare di tagliare l’erba od i lavori di giardinaggio nel periodo di fioritura della pianta "nemica"

  • Usare appropriate mascherine durante i lavori all’aperto

  • Evitare i viaggi in macchina od in treno con i finestrini aperti. Quando possibile è preferibile viaggiare in autoveicoli con aria condizionata e filtri di aerazione anti-polline da pulire spesso

  • Evitare l’aerazione degli ambienti durante le ore più calde della giornata ed eventualmente usare condizionatori d’aria

  • Scegliere per le vacanze località e periodi ove sia bassa la concentrazione del polline a cui si è allergici, può essere consigliato il soggiorno marino durante il periodo della fioritura delle graminacee od anche il soggiorno montano sopra i 1000 metri per gli allergici alla parietaria

  • Le misure preventive ambientali nel caso delle pollinosi sono di difficile attuazione, è quindi opportuno che il paziente con pollinosi si rivolga all'allergologo, prima della stagione pollinica, per stabilire un corretto programma preventivo-terapeutico. Allo scopo di ridurre quanto più possibile i sintomi dovuti all’esposizione al polline responsabile può essere utile, in alcuni casi, iniziare un‘immunoterapia allergene-specifica (I.T.S.) che consiste nella somministrazione di dosi crescenti dell‘allergene responsabile (prescritta dall'allergologo dopo esecuzione dei test diagnostici)

Pagina aggiornata il 28/06/2009
 

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