CENTRO REGIONALE DI RIFERIMENTO PER LA PREVENZIONE , LA DIAGNOSI E LA TERAPIA DELLE MALATTIE ALLERGICHE

 


 


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Il Pungiglione

 

Gli Animali Domestici


Gli animali domestici (gatto, cane, piccoli roditori come il criceto) costituiscono un’altra importante fonte di allergeni, in grado di scatenare violenti episodi di allergia nei soggetti sensibilizzati a questi animali.

Le sostanze allergizzanti (allergeni maggiori) del gatto (Fel d 1) e del cane (Can f 1) responsabili della comparsa dei sintomi derivano dalla loro pelle, dalla loro saliva o dalle loro urine e sono legate a particelle molto piccole di 2-5 micron in grado di disperdersi rapidamente nell’aria anche a distanza e di rimanere sospese per molte ore, in particolare in ambienti con scarso ricambio di aria, prima di depositarsi sulle varie superfici. Queste caratteristiche spiegano perché l’allergene del gatto va considerato ubiquitario:

si ritrova in case apparentemente senza gatto (il gatto del vicino magari dorme sullo zerbino di casa!)

i vestiti sono un importante veicolo per la diffusione dell’allergene

occorrono da 12 a 16 settimane per ridurre i livelli di allergeni nelle case dopo allontanamento dell’animale

divani, letti, tappeti e moquette, suppellettili imbottite ove si depositano gli allergeni rappresentano veri e propri serbatoi che li liberano nell’aria quando vengono toccati.



Misure di prevenzione ambientale

La migliore prevenzione è l’allontanamento dell’animale.

Quando per motivi affettivi ciò non è possibile, sarà necessario mettere in atto un serie di misure preventive, nel tentativo di ridurre l’esposizione all’allergene. Nella letteratura sono riportati livelli di rischio per la sensibilizzazione compresi tra 1 e 8 microgrammi per grammo di polvere per l’allergene maggiore del gatto e 10 microgrammi per grammo di polvere per quello del cane. L’efficacia delle misure adottate è controllabile con un test di tipo immunoenzimatico realizzabile in laboratorio, nel caso del gatto.

Tenere l’animale il più possibile fuori casa, non farlo entrare nelle camere

Arieggiare spesso la casa

Eliminare i tappeti, le moquette (bonificare tutto ciò che in casa rappresenta un serbatoio per l’allergene)

Sostituire i mobili tappezzati con mobili lavabili

Utilizzare per le pulizie aspirapolveri dotati di microfiltri HEPA in quanto le particelle allergeniche sono troppo piccole per essere trattenute dai filtri montati sui comuni aspirapolveri

Utilizzare un depuratore d’aria a filtro HEPA può essere utile per ridurre il livello dell’allergene aerodiffuso

Lavare il gatto o il cane settimanalmente con acqua tiepida. Secondo studi, il procedimento risulta efficace in quanto ad ogni lavaggio si asporta fino a 35 mg dell’allergene maggiore del gatto e quindi l’animale appena lavato ne libera di meno ma dopo una settimana l’emissione dell’allergene sembra ritornare ai livelli precedenti. L’efficacia di sostanze denaturanti da passare sul pelo dell’animale, in alternativa al lavaggio, richiede ulteriore dimostrazione.

Lavare spesso gli indumenti di chi convive con il gatto.
 


Altri animali responsabili di allergia



L’allergia alla forfora di cavallo si osserva in soggetti esposti per motivi professionali o per hobby. Gli allergeni maggiori (Equ c 1, Equ c 2 e Equ c 3) sono molto potenti per cui il soggetto allergico può presentare manifestazioni cliniche non soltanto per contatto diretto con l’animale ma anche in prossimità di scuderie, circhi equestri, maneggi od indirettamente per esposizione a materiali venuti a contatto con cavalli.

L’allergia al coniglio si può riscontrare negli allevatori. L’allergene maggiore è presente nella saliva, nel pelo ed in minima concentrazione nelle urine.
 

Blatte della polvere di casa

Negli ultimi anni sono aumentate le segnalazioni di manifestazioni allergiche respiratorie dovute ad una sensibilizzazione alle blatte (volgarmente dette anche scarafaggi o piattole).

Le blatte sono insetti dell’ordine dei Dyctoptera. Le specie più diffuse in Italia sono la Blattella germanica e la Blatta orientalis.

Sono visibili ad occhio nudo, hanno dimensioni comprese tra 10 e 30 mm ma sono difficili da osservare in quanto, di solito, stanno nascoste dietro gli zoccoli dei muri, nelle fessure, dietro i mobili, sotto i lavelli, in particolare nei punti umidi e al buio, in prossimità di derrate alimentari o residui organici (spazzatura); si ritrovano in particolare in cantine, granai, cucine e dispense ove trovano temperature adeguate e cibo. Sono allergeni perenni anche se la concentrazione ambientale aumenta nei mesi caldi.



Misure di prevenzione e disinfestazione ambientale

Visto le condizioni ambientali che favoriscono l’insediamento delle blatte nelle abitazioni, la prima norma di prevenzione è di ordine generico:

pulire periodicamente i luoghi ove è facile il loro sviluppo: dispense, dietro elettrodomestici, sotto i lavelli stuccare le eventuali fessure che possono rappresentare un rifugio (esempio zoccoli dei muri) lavare accuratamente i pavimenti ed aspirare i tappeti in particolare nelle stanze situate ai piani bassi tenere la spazzatura in contenitori coperti e svuotarli quotidianamente conservare i cibi ben chiusi in contenitori sigillati.


Disinfestazione:

Sono disponibili in commercio sostanze chimiche ad attività insetticida. Da alcuni autori vengono consigliate:

Sostanze attrattive mescolate con acido borico che danneggia l’intestino delle blatte che finiscono per non alimentarsi più.

Insetticida piretroide da diluire in acqua ed applicare su pavimenti e superfici da trattare.

Sono sconsigliati gli insetticidi che contengono sostanze nocive per l’uomo.



Controllo di efficacia:

L’efficacia delle misure di prevenzione e disinfestazione è controllabile con un test immunoenzimatico di recente introduzione realizzabile in laboratorio.
 

Pagina aggiornata il 28/06/2009

 

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